Lunghi tratti Cammino di Santiago a piedi

Lunghi tratti Cammino di Santiago a piedi

326,00

Partendo da lontano lungo il Cammino FRANCESE da Saint Jean Pied-de-port a Santiago di Compostela

PARTENZA INDIVIDUALE – TAPPE PRESTABILITE CON TRASPORTO BAGAGLIO –

Da aprile a novembre 2019 – varie soluzioni

Mappa Tour

Product Description

Lunghi tratti Cammino di Santiago a piedi

Lunghi tratti Cammino di Santiago a piedi

Per chi desidera fare il Cammino partendo da solo o per piccoli gruppi di amici

TRATTO DA SAINT JEAN PIED DE PORT A PAMPLONA KM 67 – 5 giorni 4 notti da € 326

TRATTO DA PAMPLONA A BURGOS KM 199 – 11 giorni 10 notti da € 774

TRATTO DA BURGOS AD ASTORGA KM 221 – 12 giorni 11 notti da € 833

TRATTO DA ASTORGA A SANTIAGO KM 259 – 13 giorni 12 notti da € 950

TUTTE LE QUOTE COMPRENDONO:

  • Trattamento di pernottamento e prima colazione in hotel 3 o 4 stelle
  • Trasporto bagagli da una struttura all’altra
  • Mappe, Credenziale e descrizioni dei tragitti dettagliati in italiano
  • Assicurazione medico bagaglio 24 ore su 24
  • Assistenza telefonica per emergenze

SIAMO A DISPOSIZIONE PER EVENTUALI MODIFICHE DELL’ITINERARIO 

 

QUI LE NOSTRE ALTRE PROPOSTE PER IL CAMMINO DI SANTIAGO A PIEDI

 


 

ORGANIZZAZIONE TECNICA: 2 R nel vento

Un parte della nostra guida su Santiago

“IL NERO”

 

La conoscenza della materia.

Burgos, secondo il mio parere, coincide con il cammino nelle “tenebre”.

Si tratta di una via  molto impegnativa per questo risulta poco praticata.

La conoscenza del nero intesa come conoscenza della materia (non partecipazione ma solo visitazione) non è obbligatoria nella crescita iniziatica.

Il percorso da Burgos a Leòn (200km) è quindi molto impegnativo.

Il lettore non sarà quindi stupito vedendo molti pellegrini che per motivi differenti decidono di non camminare in questo tratto, ma di saltarlo prendendo un autobus o un altro mezzo.

Anche il sottoscritto invita a seguire il proprio istinto e se non si è pronti consiglio di affidarsi ad un mezzo di trasporto.

Chi decide di proseguire a piedi si accorgerà come tutto il suo essere verrà pervaso da un desiderio di  superare questo tragitto nel più breve tempo possibile, con rapidità, accelerando il passo, o camminando più a lungo del solito.

L’inizio sarà abbastanza traumatico perché l’arrivo a Burgos è semplicemente orribile. Si attraversa un zona industriale per arrivare per la prima volta in una città ed essere trattati senza gli agi a cui fino ad ora ci avevano abituato gli spagnoli.

Anzi nessuno risponde più con un sorriso ai saluti e talvolta ti additano come un essere strano.

 

La cattedrale di Burgos “ripaga un po’ l’occhio” dell’amante dello stile gotico, ma secondo il mio parere ciò che rende questa cattedrale importante è la sua forza di opposizione all’influenza delle energie telluriche.

Non è l’ideale per l’elevazione spirituale, soprattutto in rapporto con la luce della cattedrale di Leòn, ma la sua funzione è comunque importante.

 

In questa parte del camino, inoltre, il pellegrino potrà però essere gratificato nel visitare numerosi siti estremamente interessanti dal punto di vista storico e  architettonico  poiché in questo tratto, come detto molto difficile, furono presenti in maniera significativa gli ordini religiosi e militari proteggendo militarmente e spiritualmente i pellegrini da chi, consapevolmente o no, voleva impedirne il proseguimento sia  fisico che spirituale.

 

Fantastico è passare sotto l’arco delle rovine del convento di San Anton del XI sec. (a 4 km da Castrojeriz) dove si respira ancora l’energia positiva di quei monaci che, sotto l’insegna del Tau, tanto fecero per i pellegrini.

Bellissimo è arrivare a Ponte Fitero ed essere accolti nel monastero templare di San Nicolas (XIII sec.) dai volontari italiani dei cavalieri di San Giacomo (con sede a Perugia).

Per rispetto lavano i piedi ai pellegrini ospitati poi all’interno del piccolo monastero, questo rituale era anche una delle prime preoccupazioni per chi gestiva un ospedale nel medioevo.

Fra Giacomo Antonio Naia compì il pellegrinaggio nel 1717 e ci racconta che “Padre Guardiano per sua humiltà mi voleva lavare i piedi, mà io mai volsi acconsentire à questo, e dopo mi tornò a pregare un altro Religioso, che era seco di far ancor lui medesimo per atto di humiltà, e ne meno volsi acconsentire”. (1)

A Fromista si trova il monumento nazionale dal 1893, nonché uno dei migliori esempi di  romanico del Camino, la chiesa di San Martin, fondato nel 1035.

A Villalcazar de Siga la chiesa gotica (templare), di Santa Maria la Blanca .

A Carrion de los Condes, la chiesa di Santiago, ristrutturata ma con una splendida facciata romanica del secolo XI.

Il nostro fisico sarà messo a dura prova nel tragitto verso Calzadilla de la Cueza.

Bisognerà camminare per più di 17 chilometri sull’altopiano caldissimo della Castillia senza l’ombra di arbusti e senza fontane per recuperare acqua.

Generalmente le fontane si trovano vicino alle chiese così come i rifugi, quindi il pellegrino stanco ed assetato avrà sempre il campanile come punto di riferimento.

Si transiterà poi in una località chiamata Terradillos de Templarios! Purtroppo non conserva più rovine del Santo Ordine dei poveri Cavalieri di Cristo, detti Templari.

Forza e coraggio, non bisogna cedere alle varie tentazioni e resistere anche se forse in questo tratto succederanno avvenimenti che stimoleranno la vostra ira.

E guarda caso, di solito in questo tratto, a qualcuno viene in mente l’idea di fare una camminata di notte con la luna piena, visto l’afa giornaliera!

Al momento opportuno potremmo renderci conto dell’esistenza del punto di equilibrio con la natura e trovandolo, saremo attratti dal silenzio di Santiago verso l’ovest dove tramonta il sole, come gli antichi pellegrini celtici che seguivano il sole di giorno e la costellazione della via lattea di notte.

 

Man mano che le difficoltà vengono superate il nostro orizzonte subirà una modifica fino a quando ci sarà quasi un passaggio improvviso tra il vedere spesso solo la nostra ombra, a causa della stanchezza, ed il peso dello zaino e il momento in cui lo sguardo si rivolgerà verso l’orizzonte, si rialzerà la testa, ci si accorgerà della magnificenza della natura a tal punto che i nostri passi quasi scivoleranno senza fatica sui sentieri.

 

Rinfrancati da queste forti esperienze, vinta le fatiche e gli stimoli negativi, finalmente scopriremo quale premio la mano invisibile che guida il nostro cammino ci ha messo a disposizione dopo questa prova: la luce della città di Leòn.

All’ingresso della città probabilmente troverete ad attendervi, per accompagnarvi al rifugio, le volontarie del monastero benedettino delle ospitatissime e gentilissime suore Carbajalas.

La luce della cattedrale di Leòn unitamente alla utilissima benedizione nella preghiera serale sarà un momento vibrante con tanta energia positiva utile per i prossimo obiettivo, quello del terzo grado.

Lunghi tratti Cammino di Santiago a piedi

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