La via Romea Germanica

La via Romea Germanica


Camminando o pedalando lungo la Via Romea Germanica o la Via Flaminia Francescana

PARTENZE INDIVIDUALI 2018 su richiesta per individuali o gruppi a piedi o in bicicletta

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A DISPOSIZIONE PER PROGRAMMI CON ACCOMPAGNATORE A PIEDI O IN BICI PER INDIVIDUALI O PER GRUPPI PRECOSTITUITI

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PROSSIMAMENTE LE PROPOSTE PER GRUPPO

sopra da destra Rodolfo Valentini presidente Via Romea Germanica e Marco Bruckner in cammino da Monselice a Ravenna 2017

 

La via Romea Germanica

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INFORMAZIONI PRATICHE SULLA VIA FRANCIGENA


 

Proponiamo la lettura di una parte della tesi su  La via Romea Germanica scaricabile gratuitamente come sopra

Nella pianura Padana arrivano, nella primavera del 568 sotto la guida del re Alboino, come una vera e propria migrazione i Longobardi[1]: popolo barbaro di stirpe germanica, oriundi della Scandinavia e provenienti dalla Pannonia a cui non va certo il merito di aver fondato la strada Francigena, perché strada non era e non è mai stata, ma certamente va loro dato atto di essersi prodigati per mantenere al sicuro e per quanto possibile accogliente questo itinerario.

Considerati come orde vandaliche rozze ed incivili inizialmente oggi sono stati rivalutati come un  popolo che contribuì con la cultura, l’arte e il diritto alla formazione dell’Europa che troverà realizzazione successivamente con Carlo Magno re dei franchi.

Le violenze perpetrate da loro nei confronti delle popolazioni italiche apparentemente, sono state amplificate più dai pregiudizi e odi di parte che non da una reale constatazione dei fatti.

Nella loro discesa nella penisola italiana i Longobardi incontrano solo un grande ostacolo, causato dalla resistenza eroica della città di Pavia che sceglieranno successivamente come capitale, prima di dilagare nell’Italia centrale e giungere fino a Volturno.

L’unità dell’impero romano e di conseguenza il suo sistema stradale romano è così diviso tra la Longobardia da cui deriva il nome Lombardia occupata quindi dai barbari che si convertono nel 598 grazie a papa Gregorio Magno al cristianesimo e la Romania, da cui deriva la denominazione di Romagna, territorio d’influenza bizantina. La via Romea Germanica

Le vie romane private del costante lavoro di manutenzione lentamente si avviano ad un triste declino conoscendo guerre e devastazioni o, nel migliore dei casi, sono abbandonate a se stesse e rese inagibili per incuria.

Intorno al terzo decennio del VII secolo, sospinti dall’avanzata persiana, riparano in Italia quei preti orientali che già avevano svolto opera di apostolato ai limiti asiatici dell’impero e con il consenso più o meno ufficializzato dalla monarchia longobarda, essi furono inviati da Roma nell’Italia centro-settentrionale per ricondurre gli ariani all’ortodossia e per evangelizzare i superstiti pagani.

Probabilmente furono loro i primi a camminare sull’asse che diventerà la via del nostro studio, infatti, i Longobardi per unire la pianura Padana alla Tuschia conquistata, con Spoleto e Benevento, senza passare nei territori rimasti in mano bizantina sfruttarono il valico di Monte Bardone come Paolo Diacono narra nella sua Historia Langobardorum.

Importanti furono i Longobardi per il culto di San Michele Arcangelo originario della Frigia, nell’odierna Turchia, che grazie alla loro devozione, conosce uno straordinario sviluppo, portando il santuario di Monte Sant’Angelo in Gargano ad essere nel VII secolo una delle principali mete di pellegrinaggio in Europa. Quivi nasceranno altri importanti insediamenti micaelici come Mont Saint Michel in Normandina e la Sacra di S. Michele in Valle di Susa in Piemonte situata su una variante della via Francigena.

Durante il primo periodo della dominazione longobarda, come abbiamo visto, non era più funzionale il sistema municipale romano per la manutenzione della viabilità e quindi è assai probabile che per le modeste esigenze del traffico medioevale fosse più che sufficiente raccordare tra di loro i tratti delle vie vicinali.

La nuova strada in realtà doveva essere poco più che una traccia e apparire circa come un’odierna carrareccia, con forti dislivelli, curve improvvise davanti ad ostacoli naturali, guadi in corrispondenza dei corsi d’acqua e naturalmente fondo stradale sprovvisto di pavimentazione. Seguendo tale traccia il viandante poteva contare di raggiungere la sua meta ed era in grado di individuare con certezza i punti d’attraversamento dei fiumi e delle aree paludose, i valichi montani, gli ospizi e in generale le località dotate di strutture ricettive. La via Romea Germanica

La via per i Longobardi costituiva un sistema strategico che presupponeva la presenza di punti forti, con stanziamenti e guarnigioni dotato di rete di fortificazioni, grazie all’esperienza acquisita durante le marce di spostamento oltre ad un’immediata capacità di individuare e sfruttare le vie naturali, avevano sviluppato il senso di percepire l’importanza strategica delle località.

Dopo che la Marittima e la Lunigiana furono saldamente in mano longobarda la via di Monte Bardone fu attrezzata mediante la creazione di una serie di “abbazie regie” e di ospizi, secondo un preciso programma che servì anche a rafforzare il dispositivo di sicurezza.

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