Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

680,00

Il Cammino PORTOGHESE ultimi 100 km

PARTENZE DI GRUPPO GARANTITE CON ACCOMPAGNATORE –

Partenza 15/22 settembre 2018

PARTENZE INDIVIDUALI TUTTO L’ANNO 

Mappa Tour

Product Description

Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Cammino Portoghese a piedi accompagnato

 

Gli ultimi 100 Km da Valenca do Minho a Santiago de C.

Partenze garantite dal 15 al 22 settembre 2018 

6 Tappe a piedi, 7 notti, 8 giorni

quota individuale di partecipazione in camera doppia € 680

LA QUOTA COMPRENDE

  • Pernottamento con mezza pensione con esclusione della cena del primo giorno, bevande a cena incluse.
  • Camere private con bagno in strutture ricettive di medio livello (classificazione Hotel o Pensión) situate nei punti di partenza delle tappe (6 notti) e nel centro di Santiago (1 notte).
  • Trasporto dei bagagli (un collo a persona; bagagli extra con supplemento).
  • Accompagnatore/guida per tutta la durata del viaggio.
  • Visita guidata della città di Santiago in lingua italiana
  • Trasferimento dall’aeroporto di Santiago de Compostela e di Vigo a Valença do Minho.
  • Escursione sulla costa in pullman riservato fino al tramonto e cena speciale di pesce.
  • “Kit del pellegrino” con credenziale della Cattedrale di Santiago e guida al percorso.
  • Assicurazione “medico bagaglio”.

PROGRAMMA SCARICABILE PARTENZA GARANTITA 

 


 

Per individuali possibilità di partenza tutto l’anno quota individuale di partecipazione in camera doppia o tripla

€ 680,00 

  • Sistemazione in camera privata con bagno
  • Trattamento di mezza pensione, le bevande incluse.
  • Trasporto di un bagaglio durante le tappe
  • Accoglienza al vostro arrivo all’aeroporto di Santiago
  • Trasferimento dall’aeroporto al primo albergo e dall’ultimo albergo all’aeroporto
  • “Kit del pellegrino”
  • Assicurazione Medico/Bagaglio
  • Assistenza telefonica

PROGRAMMI REALIZZABILI:

 DA TUI A SANTIAGO 117 KM (5 tappe a piedi, 7 notti, 8 giorni) 

 DA VIGO A SANTIAGO 101 KM (5 tappe a piedi, 7 notti, 8 giorni) 

 DA VALENCA DO MINHO A SANTIAGO 120 KM (6 tappe a piedi, 7 notti, 8 giorni) 

PROGRAMMA COMPLETO SCARICABILE PARTENZE INDIVIDUALI


 

QUI LE NOSTRE ALTRE PROPOSTE PER IL CAMMINO DI SANTIAGO A PIEDI

PARTENZA DALL’ITALIA A CARICO DEI PARTECIPANTI

Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

 


 

 

 

UNA PARTE DELLA NOSTRA GUIDA SU SANTIAGO

“IL RISVEGLIO”

 

Camminare lungo il cammino di San Giacomo vuole anche dire, per chi ne prende consapevolezza, effettuare una crescita spirituale di tipo iniziatico, con lo scopo di portare il proprio spirito più in alto possibile, verso Dio e attraverso l’unico vero salvatore del mondo: Gesù Cristo.

Come un normale cammino, anche la crescita spirituale può svilupparsi attraverso alcune tappe fondamentali e senza dubbio quella più forte e più facile da scoprire è la prima, comunemente  considerata “il risveglio”, ossia il superamento del dolore fisico”, in linea con tutte le tradizioni iniziatiche, sia occidentali che orientali, anche se per ovvie ragioni i nomi subiscono alcune variazioni.

Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Bisogna sottolineare che il mutamento esattamente come il Cammino non è una gara o un concorso a premi. Anche se siamo tutti uguali (al cospetto di Dio) i nostri tempi di percezione e la nostra struttura fisica hanno caratteristiche di unicità.

Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Per questo motivo non sempre i tempi individuali corrisponderanno con quei particolari siti incontrati lungo il Cammino, posti da una mano invisibile, come in un susseguirsi di prove per agevolare e differenziare questo tipo di esperienza personale.

 

Per poter apprezzare tutte le sfaccettature del viaggio ascetico bisogna però cercare di stabilire una condizione di equilibrio interiore, senza trascurare le relazioni sospinte da spirito di fratellanza con gli altri pellegrini. Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Non bisogna mai trascurare anche la propria interiorità e trovare momenti per riflettere e ascoltare il proprio io.

 

Il viaggio va’ intrapreso senza la fretta di arrivare a destinazione (Santiago), né accelerare il processo di trasformazione interiore.

 

Inutile dire che la preghiera aiuta in maniera straordinaria a trovare la dimensione adatta, soprattutto se recitata con costanza, rispettando così anche i ritmi cosmici, parimenti come l’astinenza sessuale e una sana dieta vegetariana.

 

Il primo percorso come successivamente gli altri hanno un momento di preparazione, un momento di entrata, ed un momento di uscita. Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

 

Constatando che siamo differenti e soprattutto per non rovinare la bellezza del cammino a quanti effettueranno questo fantastico viaggio, voglio solo dare delle indicazioni generali.

 

Ovviamente i punti di partenza dovrebbero coincidere con “la preparazione” e il mio consiglio ovviamente va per quanto riguarda la parte spagnola del Camino a Somport-Jaca (camino aragonese), rispetto al molto più famoso Roncisvalle (camino francese) per poi attraversare le provincie di Huesca, Saragoza, Navarra, La Rioja, Burgos, Palencia, Leòn, Lugo e A Coruna.

 

Pellegrino che parti da Jaca ricordati di portarti una guida perché in questo tratto è facile perdersi !

Anche se tutta la rotta jacopea è segnalata da una miriade di frecce dipinte con la vernice gialla.

Queste frecce sembra siano state dipinte inizialmente verso gli anni ottanta da Elias Valina, parroco del Cebreiro, scomparso alcuni anni fa e dai membri delle Associazioni Amici di Santiago.

Se il cammino oggi è rinato agli antichi splendori lo si deve anche ai volontari che ogni anno, audacemente, si adoperano in questo lodevole lavoro.

I pellegrini Italiani, nel corso dei secoli, hanno sempre preferito valicare i pirenei al passo romano di Sommeport per una mera vicinanza geografica, ed essere in linea con la tradizione è da sempre un buon consiglio.

Inoltre se nel medioevo per ogni pellegrino che camminava dall’Aragogna, ve n’erano dieci che passavano attraverso Pamplona, provenendo da Roncisvalle, oggi ve ne sono almeno cinquanta.

E’ difficile entrare in una giusta dimensione se bisogna condividere dal primo giorno il Camino con una folla di persone.

Solo alcuni di loro sono o diventeranno pellegrini perché oggigiorno molti intraprendono questo viaggio per diletto, per sport e per tanti altri motivi.

San Giacomo in tutti i casi parlerà anche a coloro che partendo con altre motivazioni, impareranno ad “ascoltare” e alla fine del viaggio, senza averlo voluto, saranno persone nuove.

Non esiste, quindi, una maniera giusta per camminare verso Santiago e nessuno, partendo da me, possiede la ricetta giusta.

Anche criticare o adirarsi se qualche compagno di viaggio non dorme sempre negli ortodossi rifugi per pellegrini, o se si aiuta salendo di tanto in tanto su un autobus, non è certo un buon atteggiamento. Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

 

Le cronache del medio evo ed in particolare il Codex Calixtinus, la più antica guida del Camino di Santiago, narra di pellegrini che si aiutavano con ogni mezzo disponibile (gli ecclesiastici talvolta a dorso di mulo perché ovviamente i cavalli erano solo per l’élite dei Cavalieri) e ovviamente tutti cercavano sempre le soluzioni migliori.

Non ha assolutamente senso soffrire inutilmente.

 

L’esperienza “completa” per chi ne avesse la possibilità fisica e mentale è quella di fare interamente il Camino a piedi, partendo da soli e senza vincoli, dormendo sempre nei luoghi adibiti, portando sempre sulle proprie spalle il necessario, in linea con il  pellegrino del medioevo.

Certamente l’uomo di allora era più robusto e  quindi poteva camminare più a lungo.

Egli poteva partire da più lontano, ma forse era più lento nei procedimenti logici, come del resto tutta la società medioevale era più lenta rispetto alla nostra, per questo forse questi due tipi di pellegrini si possono equiparare.

 

Nella solitudine e nella bellezza dell’Aragogna si può iniziare a mettere i primi tasselli per il nostro Camino e ovviamente due posti sublimi e magici come il Monastero di San Juan de la Pena e la Chiesa Templare ottagonale di Santa Maria di Eunate, possono aiutare alla prima trasmutazione alchemica.

 

Il numero otto nella tradizione cristiana rappresenta il giorno che non c’è (nella settimana umana), il giorno di Dio, il giorno della Resurrezione e ritorna anche nella stella a otto punte dedicata alla Vergine.

 

A Puente la Reina di Pamplona i due cammini si uniscono e per chi verrà dall’Aragogna sarà sorpreso dalla folla. Però la compagnia e la condivisione dell’esperienza è una componente del viaggio e il pellegrino superato l’inevitabile shock apprezzerà anche questa peculiarità.

 

Quasi la totalità delle persone che partono da Sommport-Jaca sono pellegrini molto documentati, perché è un punto di partenza poco reclamizzato e senz’altro più duro, oltre ad essere più lungo. Purtroppo non così per quelli che scelgono l’altro tragitto.

 

La spontaneità degli ospedalieri (volontari dei rifugi) e la intima familiarità delle serate mancherà al pellegrino che ora inizia a scoprire la bellezza della fatica fisica, perché in questa zona ci si rende conto della dipendenza del corpo fisico dal nostro Spirito e quindi dalla nostra volontà.

 

All’inizio il nostro fisico cercherà di ribellarsi con ogni stratagemma.

Dolori di ogni tipo e sempre diversi accompagneranno il nostro tragitto, ma quando il nostro morale sarà alto, quando la nostra volontà sarà forte, incredibilmente spariranno tutti gli impedimenti.

 

Anche il nostro corpo fisico però, una volta che avrà trovato la sua identità, ci regalerà esperienze inimmaginabili e difficilmente trasferibili al prossimo, sotto forma di racconto.

Come riscoprire i sensi dell’udito o della vista, quasi anestetizzati da questa società, che correndo troppo ci coinvolge in un vortice, impedendoci di ascoltare il rumore del vento.

Una società che non ci lascia il tempo per gustarci la sfumatura dei colori dei prati, ma soprattutto non ci permette di misurare il mondo con i nostri passi, per renderci partecipi della grandezza della natura perfetta creata e messa a disposizione dal Creatore.

 

Altri momenti “straordinari” potrebbero accadere vicino Estella, come a Torres del Rio, dove troviamo un’altra fantastica Chiesa ottagonale Templare, ovviamente se non ci si ferma troppo all’unica fonte al mondo da cui invece che acqua esce vino (tra la località Ayegui e il monastero di Irache).

 

Fermarsi a bere alle fonti, bagnarsi nei torrenti, vedere i fantastici monumenti romanici e gotici,  parlare con gli ospitalissimi abitanti dei posti che si attraversano (eccezione per le città), e come ho già accennato, condividere le esperienze con gli altri pellegrini, sono elementi basilari per poter fare di questo viaggio un Camino indimenticabile.

 

Ad Azqueta troviamo un classico esempio di come una chiesa templare venne “recuperata” per attribuirne la paternità ad altri, parliamo dell’antica chiesa di San Pedro.

L’antico affresco, secondo me, è stato modificato perché dal punto di vista della tradizione iconografica cattolica il dipinto presenta molte perplessità, la più evidente è il modo innaturale in cui il presunto San Pietro tiene  le chiavi in mano.

Proseguendo nel cammino, come avvallo alla tesi sopra riportata, ci si imbatte in una “particolare” fonte medioevale del XIII secolo, chiamata dei Mori.

 

Se non avete ancora “vinto” il vostro fisico, il tratto da Villamayor a Los Arcos di 13 chilometri, vi aiuterà senz’altro; e mai una fonte vi sarà più cara di quella all’entrata della cittadina di Los Arcos, citata per la sua buona acqua anche dal Codex Calixtinus del secolo XII. A questo punto, se siete partiti da Sommeport, avete percorso circa 180 chilometri.

 

A Logrono bisogna vincere la tentazione di prolungare il viaggio di 17 km per andare al castello di Clavijo, dove avvenne la battaglia che battezzò l’iconografia di Santiago Matamoros ed il mito jacobeo, come protettore dei crociati.

 

A Santo Domingo de la Calzada è avvenuto uno dei miracoli più conosciuti.

Un giovane era in cammino per Santiago con suo padre e sua madre, a Santo Domingo vennero alloggiati in un albergo, dove una serva s’innamorò del ragazzo. Avendogli proposto di giacere con lui, cosa che lui non fece, una volta giunta la sera, per vendicarsi gli mise di nascosto nella bisaccia una tazza d’argento.

All’indomani la famiglia partì senza sapere nulla. La serva disse di aver perso la tazza. Dopo aver rincorso quelle persone si trovò la tazza nella bisaccia del ragazzo ignaro di tutto. La giustizia lo condannò all’impiccagione, successivamente eseguita. I genitori, seppure addolorati, proseguirono il viaggio e dopo circa quindici giorni furono di ritorno nella stessa città.

Andarono presso la forca per vedere il loro ragazzo e per pregare Dio per la sua anima, ma lo trovarono vivo per grazia divina.

Infatti quando giunsero lì egli disse loro di non piangere, perché  dopo la loro partenza un uomo probo lo aveva tenuto per i piedi salvandolo da morte certa.

Immediatamente questi andarono dal giudice, chiedendogli di tirare giù dalla forca loro figlio perché era vivo. Il giudice non voleva credere loro, poiché quanto affermavano era impossibile. Egli che mentre aspettava il pranzo aveva sul fuoco un gallo e una gallina arrostiti, disse che gli avrebbe creduto quando questi animali, ormai quasi del tutto cotti nel focolare, si fossero messi a cantare.

Il gallo si levò dal suo spiedo, scese dal tavolo e cantò tre volte, con grande stupore del giudice, fatto che consentì di conoscere la verità. Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Tuttora, a ricordo di questo evento, nella cattedrale di Santo Domingo si conserva una gabbia con due polli bianchi vivi, una particolarità unica al mondo.

 

A Granon cercate di pernottare in uno dei più particolari rifugi per pellegrini ricavato nel piccolo salone parrocchiale, adiacente ai muri della chiesa di San Juan.

Si dorme per terra, su dei materassini, ma l’atmosfera è di vera familiarità, anche grazie al lavoro dei volontari ospedalieri.

Il mio ricordo è legato anche alle vibranti preghiere ecumeniche della comunità di  Taizè cantate nella chiesa da parte di alcuni giovani.

La problematica del dormire nel medioevo era veramente un dilemma perché le locande erano talvolta piene di pidocchi e cimici, i letti quando esistevano erano grandi e larghi dove di solito ci si coricava in due dormendo su materassi di paglia o di piume  con qualche coperta rotta e strappata. Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

Talvolta come descrive Fra Giacomo Naia (1)  “bisognò per due notti pisciare sempre in terra” forse allora era meglio dormire all’aperto sopra dei covoni di grano o sul sagrato di qualche chiesa.

 

Proseguendo il viaggio, si sale al Monastero San Juan de Ortega (vi auguro di incontrare la mitica figura del parroco José Maria) attraversando una foresta .

Per la cronaca avete percorso circa 335 chilometri e siete a circa 515 chilometri da Santiago. Cammino Portoghese a piedi Accompagnato

 

 

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