Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

660,00

88 km da Santiago di Compostela a FINISTERRE

PARTENZA GARANTITA CON ACCOMPAGNATORE 20/27 GIUGNO 2019 E PARTENZE INDIVIDUALI TUTTO L’ANNO

Mappa Tour

Product Description

Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

PARTENZA GARANTITA CON ACCOMPAGNATORE

DAL 19 AL 26 GIUGNO 2019

6 TAPPE A PIEDI, 7 NOTTI, 8 GIORNI

Quota individuale di partecipazione

in camera doppia € 690,00

Supp. singola € 170

  • Pernottamento e mezza pensione, bevande incluse (cena della prima sera non è compresa).
  • Camere private con bagno in strutture ricettive di medio livello (classificate Hotel o Pensión) situale nei punti di partenza-arrivo delle tappe (7 notti).
  • Trasporto di un bagaglio.
  • Accompagnatore/guida per tutta la durata del viaggio.
  • Trasferimenti da/per l’aeroporto di Santiago di Compostela e tutti gli spostamenti necessari per lo svolgimento del programma di viaggio.
  • “Kit del pellegrino” con credenziale della Cattedrale di Santiago e guida al percorso.
  • Assicurazione medico bagaglio

POSSIBILITÀ’ DI PARTIRE PRIMA DA SARRIA E UNA VOLTA A SANTIAGO PROSEGUIRE

dal 14 al 27 giugno (date da verificare)

PROGRAMMA CON ACCOMPAGNATORE SCARICABILE


 

PARTENZE INDIVIDUALI (quando volete voi) 2019

PROGRAMMA 6 tappe a piedi 7 notti 8 giorni

PARTENZA DA SANTIAGO DI COMPOSTELA PER FINISTERRE MUXIA

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE IN CAMERA DOPPIA O TRIPLA € 680

PROGRAMMA 8 tappe a piedi 9 notti 10 giorni

PARTENZA DA SANTIAGO DI COMPOSTELA PER FINISTERRE MUXIA CON PROLUNGAMENTO AD HOSPITAL

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE IN CAMERA DOPPIA O TRIPLA € 800

 


 

PARTENZA DALL’ITALIA A CARICO DEI PARTECIPANTI PACCHETTI PER CAMMINATORI INDIVIDUALI

 

Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

 


 

 

 

QUI LE INFORMAZIONI PRATICHE SUL CAMMINO DI SANTIAGO

Una parte della nostra guida su Santiago consigliata da leggere per Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

Dopo aver passato il Cruceiro de Lameiros, l’ennesima bellissima croce di pietra che serviva nel passato a confermare al viaggiatore il giusto percorso, al pari delle piccole piramidi di pietre costruite con pazienza, sasso su sasso, sui cigli delle strade, chiamate in francese montjoie, al chilometro 75 presso la fonte del pellegrino in località Ligonde troviamo un punto di ristoro che distribuisce gratuitamente materiale utilissimo per l’approfondimento delle tematiche Jacopee. (www.fuente-del-peregrino.net).

Anche l’iconografia delle chiese ricorda al pellegrino la giusta direzione, ed in

particolare San Giacomo è uno dei pochi santi che nell’iconografia cristiana si identifica con i propri fedeli fino ad essere rappresentato con i loro attributi. Vediamoli assieme:

Il bordone: simile ad un bastone da montagna ma più lungo con una estremità ricurva ed una punta di metallo per difendersi sull’altra estremità. A metà della parte superiore generalmente si trovava un gancio per appendervi la zucca secca utilizzata come borraccia. Il bordone inoltre potrebbe rappresentare il terzo piede ricordando la Santissima Trinità, inoltre il bastone è la difesa dell’uomo contro i cani e i lupi (presenti soprattutto vicino Roncisvalle nel medioevo) soliti divoratori di pecore. Con il cane ed il lupo si è soliti indicare il diavolo tentatore del genere umano.

La “pellegrina”: piccola mantella conosciuta anche con il nome di sanrocchino per via dell’iconografia legata a San Rocco, altro Santo utilizzato spesso sulla via dei pellegrinaggi.

La bisaccia: è un sacchetto stretto fatto di pelle sempre aperto sulla bocca, non chiuso da lacci per simboleggiare il dare e ricevere. Nelle sue ridotte dimensioni ricorda al pellegrino di essere sempre fiducioso nel Signore, portando con se una piccola e modesta scorta.

Il petaso: cappello a larghe tese, dove generalmente si trovava anche la famosa conchiglia, simbolo principe di questo pellegrinaggio, così come le chiavi di San Pietro rappresentavano il viaggio a Roma e la palma di Gerico, da sempre porta di Gerusalemme, il peregrinare in Terra Santa.

La conchiglia: (concha in spagnolo) in particolare una capasanta o vieria o conchiglia a pettine, tradizionalmente andava raccolta a Finisterre come prova di essere giunti fino alla fine del mondo (geografico e conosciuto del medioevo).

I regali insperati non terminano, tra grandi sorrisi di solidarietà dei galiziani, tra campane suonate a festa, è grande la gioia interiore legata alla prossimità della meta. Il pellegrino però nello stesso tempo è malinconico perché è consapevole della fine del viaggio e con essa la sua magia, mai più potrà provare le incredibili esperienze di questo  viaggio.

Anche per questo motivo, quasi tutti, preferiscono fermarsi l’ultima notte al Monte do Gozo chiamato anche Monxoi o Mont Gaudii, nome comune nei dintorni di molti altri santuari, a pochi chilometri dalla tomba del Santo, per riflettere su quella collina che pudicamente mostrava a poco a poco le sagome della cattedrale in lontananza ai pellegrini medioevali.

Anticamente chi riusciva a vedere per primo la Cattedrale da questo monte era considerato il re del pellegrinaggio, e spesso le cronache raccontano di corse per aggiudicarsi questo ambizioso titolo.

Oggi a ricordo della visita del Santo Padre e di quel grande evento che fu la giornata mondiale della gioventù il 19 marzo 1989 (nei documenti è possibile trovare il testo del discorso) vi è un monumento commemorativo.

E’ stato edificato un ostello enorme, capace di migliaia di posti letto che pur rovinando un po’ l’atmosfera riporta il pellegrino alla realtà.

La discesa alla cattedrale e l’entrata nella città chiamata anche dalle cronache anticamente “Luogo santo” o “Arca marmorea”, è allegria pura.

Dopo aver salutato forse l’unico monumento al mondo dedicato ai Cavalieri Templari ingiustamente condannati, si cerca di presentarsi in tempo per la messa del pellegrino a mezzogiorno, dopo essere andati negli uffici a ritirare la tanto desiderata “Compostelana” (a disposizione anche un deposito zaino gratuito).

La terza cattedrale è in stile romanico ed è datata 1075, anche se con il trascorrere del tempo si aggiunsero manifestazioni di altri stili artistici che rappresentano l’adeguamento, fatto dai rettori della Basilica, ai gusti delle diverse epoche.

La prima piccola chiesa fu edificata subito dopo il ritrovamento del sepolcro da Alfonso II, all’epoca del vescovo Teodomiro, la seconda, sostanzialmente un ampliamento della precedente, la dobbiamo ad Alfonso III e a Sisnando Vescovo in quel periodo. Questa fu distrutta nel 977 da Al-Mansur, che come già segnalato rispettò solo la tomba dell’apostolo; di questi due edifici rimangono pochissimi resti comunque perfettamente identificabili.

I pellegrini generalmente entravano dalla Porta del Paradiso, come veniva chiamata secondo il Codice di Callisto, ossia la porta della facciata nord detta dell’Azabacherìa

dove termina il cammino francese, o più semplicemente dalla porta principale. E’ comunque consentito sbagliarsi dopo tanta fatica, come capitò a noi.

In particolare i riti finali all’interno della cattedrale dopo essersi purificati con un bagno nel Rio Labacolla (il Lavementula del Codice Callistino, a circa 10 km da Santiago), iniziano mettendo la mano, alla base del tronco di Jesse nel Portico della Gloria, non bisogna cercarlo perché l’orma della mano è così evidente e la fila per procedere a questa azione non può trarre in inganno.

Con questo gesto, chinando poi il capo su quello di Adamo ai piedi dell’albero di Jesse, si attesta la propria appartenenza alla stirpe del primo patriarca. Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

Il Portico della Gloria è considerato come una delle migliori composizioni che l’arte del Medioevo ha potuto ideare e si rifà all’epoca dei così detti “beati”, ossia i codici che copiavano il manoscritto di San Beato de Liébana, il quale nel secolo VII secolo, commentò il libro dell’Apocalisse.

Il portale centrale ha nel pilastro divisorio San Giacomo, profeti e santi nei piedritti, Cristo in gloria tra gli evangelisti e angeli nel timpano; nell’archivolto, i Seniori dell’Apocalisse.

Il portale sinistro ha statue dei profeti, Cristo tra personaggi del Vecchio Testamento (archivolto). Il portale destro è decorato ancora con figure di santi, Cristo tra mostri; nella parte inferiore del pilastro centrale ovest, il Santo dos Croques, probabilmente un autoritratto di Maestro Mate (l’architetto che progettò l’opera nel XII secolo), nell’atteggiamento tradizionale dei pellegrini di inginocchiarsi con la fronte appoggiata al santo. Cammino di Santiago a piedi a Finisterre

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